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sabato, 31 ottobre 2009

L’armadillo è l’animale più rappresentativo del Texas, più delle vacche. E’ un curioso animaletto assai docile rivestito d’una corazza cartilaginea, degli strati ossei a placche costituiscono la sua cornea corazza. Ha strane zampette robuste dalle tre dita. Si muove con preferenze notturne.
lunedì, 21 settembre 2009
Tornare non si può. Tornare si può; ugualmente è terribile. Non essere tornati, è anche questa una “colpa.” In un “improvviso per macchina da scrivere” -l’arte del romanzo- lo scrittore M.K. dice di essere orribilmente colpito dalle traduzioni dei suoi romanzi. Più esattamente parla di choc. Sottolinea una parola “betise,” significa: idiozia, cretineria, imbecillità. Betise, è lo stato consustanziale dell’essere umano, svuotato dall’aggressività delle parole imbecillità, cretineria, idiozia.
venerdì, 21 agosto 2009
La Pivano la incontrai a casa sua a Roma, a Trastevere. La casa era vicino al carcere di Rebibbia era proprio vicino al carcere. Quando entrai trovai un grosso e fresco portone poi un grande giardino interno. Mi presentai con un mazzo di fiori, mi faceva piacere conosce la traduttrice di Hem. Mi ero promesso di non chiederle niente in proposito. Mi aveva invitato lei, per certi racconti che avevo scritto e che erano pieni di niente ed erano dialoghi, fatti bene, ma non erano niente. Mi ricordo la sua voce al telefono quando mi chiese di venire da lei a Roma, gentile ma al contempo determinata, quasi dura.
lunedì, 27 luglio 2009
Il prossimo viaggio forse sarà quello di andare in America per comprarmi una casa a buon mercato. Miami? New York? Non lo so, non mi interessa è indifferente. Acquisterò una casa e non saprò che farne. Ci abiterò? Non credo. Perché lo faccio? Non lo so. In un dialogo surreale sento dai promotori di questa iniziativa: “Una casa in america costa come un garage, invece di un garage ci compriamo una casa ok, papà?” Pare che sia un affare. Un affare per chi, non saprei. Quello che dico, non è per snobismo, ma perché non m’interessa. D'altronde ho fatto una pace separata; le guerre, valeva la pena combatterle quando si poteva disertare e in un paese confinante, rifarsi una vita.
venerdì, 17 luglio 2009
Questi “italici” urlano: “cittadinanza”. S’accorgono di Roma, ora. Dicono: “fuori la tirannia” e vogliono usurpare la cittadinanza di Roma. Dov’è il tiranno? Dov’è la tirannia? Se non nella loro falsificazione? Toro sannita fatto di cupidigia senza gloria. Osano coniare moneta sbeffeggiando Roma. Urlano a Roma cittadinanza è qui, monete false. Cosa è questo? Se non un pugno di finte schiere di uomini? Due cose: loro e la loro moneta, un toro sannita che trafigge la Lupa. E’ chiedere forse questo cittadinanza? Sono femmine senza padrone. Al Senato, porterò teste sannite, non miserevoli idiozie. Moriranno senza essere stati, solo Roma gli ha dato credito. E’ come viene ripagata? Con monete blasfeme.
martedì, 07 luglio 2009

Avevo scritto che “quest’isola” è un isola di pietra. Avevo scritto che questa isola è abitata da “deportati” e che il mare è negazione: il non ritorno. Un viaggio è ritorno, è ritorno da subito. Avevo sottolineato con strane e pedanti metafore al viaggio, ai “viaggi” di Goethe, di Gogol, al gulag di molti, al gulag di S. (Sinjavskij) e D. (Daniel), al viaggio senza ritorno di D. All’esilio di S., avevo scritto l’esempio che non si può scrivere e forse per molti non si può vivere, rimane incomprensibile; imprendibile sentimento.
sabato, 27 giugno 2009
Gli ulivi hanno bisogno d’acqua. Ho cento ulivi, conto e divido ma due ore devo star sotto le piante. Si da l’acqua a giugno per il nocciolo, perchè questo si formi e s’ingrossi. Si fa così se si vuol evitare l’alternanza cioè quando la pianta s’incanta e per un anno rimane ferma, senza frutti.
mercoledì, 17 giugno 2009
Dovrò svolgere la tela. La trama: viali tessuti da piste d’elefanti, da kudu, da impala. Le rive scoscese dove il bufalo ed il leone s’incontrano. L’attesa, l’aereo, la cartina, l’ago della bussola. Imbastire la trama: portarmi dietro il mio ego come rete da portapacchi. Gli snak, i take awey, le docce al campo, le stanze da letto fatte di tela tesa, il bagno con pareti in bambù. Alle cinque si chiuderanno i cancelli. Scivolerò (la sera) nei sensi conviviali. Misurerò gli alberi e l’acqua. Calcolerò le miglia asfaltate o in terra battuta, quello che conterà. Non porterò con me la psicologia, la figura. Questo, forse il viaggio che preparo.
Dice una guida del parco che sfoglio:
Attenzione: Si prega di fare particolare attenzione agli orari di chiusura del Parco e alla distanza e al tempo necessario per raggiungere i vari Campi all'interno dello stesso.
P.S. Mi allineo al sottinteso, “all’arietta d’ospedali” (di “Corazziniana” memoria e, permettetemi coincidenza oggi è anniversario della sua scomparsa) che è l’aspettato. Il punto, naturalmente senza importanza, non è la nostalgia ma il vuoto; “influsso galattico,” superstizione.
sabato, 06 giugno 2009
martedì, 26 maggio 2009
Erano sulla panchina, il piccolo era fuori dal passeggino in piedi e tirava sassolini, li raccoglieva con cura in terra e li lanciava in aria, il marito leggeva. La donna curva sulla borsa cercava le chiavi della macchina.
-Facciamo il giro inverso, passiamo dai cammelli, poi le giraffe e per ultimo andiamo dai leoni. - Il marito guardava il piazzale con la gente che si ammassava attorno a due pappagalli che parlavano.
La macchina era parcheggiata proprio all’entrata e si vedeva il cofano brillare.
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