aeroporto

   nessuno conosce ulisse


sabato, 18 agosto 2007
 

Il Protagonista e la Protagonista (Capri)

tramonto[1]

- Ma cosa ti salta in mente?

- Vivi con un metro nel cervello, misurando scheletri.

- Forse e' piu' di quanto tu non faccia.

- Davanti agli uomini, o davanti a Dio?

- Non mi rendi gelosa, nè mi trascini nei tuoi simbolismi da trincea.

- Sei gelosa, di tutto, per il solo fatto naturale che esistano.

- E quando mi hai amato in questo letto, quale dei tuoi pensieri ha generato tanta vita sotterranea.

- E` da stamane che mi tormenti, e` da quando mi sono alzato e mi sono fatto la barba che canti questa canzone, dimmi quello che vuoi e non parliamone. Sei stata aperta come una finestra, guardavi con i tuoi occhi, e non c'e' stata una virgola e un punto che non hai perso. Ora giri come una gatta, salti qua e' la`. Dimmi quello che vuoi ma non saltare sul mio cervello con quegli artiglietti.

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mercoledì, 08 agosto 2007
 

Fantasmi (commedia di mezza estate)

  

(I primi Dogmi cattolici nascono per volontà dell’esercito. Sono manifestazioni dell’archetipo Latino “congiungere” ma svuotato dal vero contenuto simbolico. I dogmi sono atti ad unire il dissidio profondo tra la dottrina di Roma, allorquando pagana o cristiana, e Roma: l’anima di Roma rea di fratricidio.

  Da subito, da Roma e nei secoli, l’animus latino è svuotato dal suo impulso alla congiunzione . Quello che era “Latino,” l’animus latino, profondo e religioso movimento verso il pragmatico sentire, fu deposto: “l’esercito aveva bisogno di sangue”. Le leghe latine sparirono, rimase il profondo sentimento religioso, l’archetipo di uomo dinanzi l’infinito e la sua comprensione, ma tutto fu separato. Solo fantasmi, spettri si aggirarono e si aggirano  in tutte le opere dell’occidente.)

 

 

Atto unico, senza attori e senza teatro. Le parti senza nomi e senza personaggi dovranno dal lettore essere scambievolmente scambiate con se stessi, a seconda del sentire. L’immaginazione, ove vi sia necessità costruirà teatro. Qui bozza della prima stesura (vero) il lettore la completerà a secondo della bisogna.

 

- E  se questi prendono il sopravvento nonostante il maleficio che li ha evocati? E vincessero  uomini, resistenze, coordinate. Quale di questi mondi che ci abita avrebbe il coraggio di chiamarli parte di cose sciagurate?

 

- Tu hai visto troppa luce questa notte senza luna, sei pieno di città e di menzogna.

 

- A giochi fatti, allora temi la vita. Le città sono solo cerchi compressi e vuoti. Nel vuoto solo disperazione ed urla viste attraverso il bianco e la bella speranza di non poter più, e mai, e per sempre tornare.

 

- No, ci sono Vie, nelle città, di proporzioni esatte dove il canto si cela attraverso le ombre dei Vuoti, oltre i cortili la disperazione ed il deserto, ed ossa deposte come corone di fiori.

 

- Come ogni cosa degli uomini, niente di umano, solo misericordia e terrore sconfitto.

 

- Sei ragazzo ora, il tuo orologio è  tornato per prendersi quello che rimaneva, è Ombra quella.

 

- Alza quell’uomo da terra, non vedi che dispera di uccidere quel poco che urla? Non senti?   (continua)

 

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mercoledì, 01 agosto 2007
 

Gaio Flavio Valerio Aurelio Costantino

 

A due miglia da Saxa Rubra squartarono agnelli e con le viscere segnarono il cerchio dell’accampamento. La prima porta di Roma era aperta e il tufo beveva sangue senza tregua. Sugli scudi “XP”. In sogno xpistos-Christos, e lì, pagani eserciti erano schierati. Un ragazzo non fece caso a quel giorno, era indifferente alle carni inchiodate ed al chiodo che entrava nel legno della croce. Neppure quando da adulto disse: “mio Dio liberami da questo peso” capì quale tragedia era: Roma, l’Oriente ed il dio sole. Si inchiodavano pagine false.

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