![tramonto[1]](http://files.splinder.com/b56b5e575ea474e0c5a6e58ace961dd7.jpeg)
- Ma cosa ti salta in mente?
- Vivi con un metro nel cervello, misurando scheletri.
- Forse e' piu' di quanto tu non faccia.
- Davanti agli uomini, o davanti a Dio?
- Non mi rendi gelosa, nè mi trascini nei tuoi simbolismi da trincea.
- Sei gelosa, di tutto, per il solo fatto naturale che esistano.
- E quando mi hai amato in questo letto, quale dei tuoi pensieri ha generato tanta vita sotterranea.
- E` da stamane che mi tormenti, e` da quando mi sono alzato e mi sono fatto la barba che canti questa canzone, dimmi quello che vuoi e non parliamone. Sei stata aperta come una finestra, guardavi con i tuoi occhi, e non c'e' stata una virgola e un punto che non hai perso. Ora giri come una gatta, salti qua e' la`. Dimmi quello che vuoi ma non saltare sul mio cervello con quegli artiglietti.
(I primi Dogmi cattolici nascono per volontà dell’esercito. Sono manifestazioni dell’archetipo Latino “congiungere” ma svuotato dal vero contenuto simbolico. I dogmi sono atti ad unire il dissidio profondo tra la dottrina di Roma, allorquando pagana o cristiana, e Roma: l’anima di Roma rea di fratricidio.
Da subito, da Roma e nei secoli, l’animus latino è svuotato dal suo impulso alla congiunzione . Quello che era “Latino,” l’animus latino, profondo e religioso movimento verso il pragmatico sentire, fu deposto: “l’esercito aveva bisogno di sangue”. Le leghe latine sparirono, rimase il profondo sentimento religioso, l’archetipo di uomo dinanzi l’infinito e la sua comprensione, ma tutto fu separato. Solo fantasmi, spettri si aggirarono e si aggirano in tutte le opere dell’occidente.)
Atto unico, senza attori e senza teatro. Le parti senza nomi e senza personaggi dovranno dal lettore essere scambievolmente scambiate con se stessi, a seconda del sentire. L’immaginazione, ove vi sia necessità costruirà teatro. Qui bozza della prima stesura (vero) il lettore la completerà a secondo della bisogna.
- E se questi prendono il sopravvento nonostante il maleficio che li ha evocati? E vincessero uomini, resistenze, coordinate. Quale di questi mondi che ci abita avrebbe il coraggio di chiamarli parte di cose sciagurate?
- Tu hai visto troppa luce questa notte senza luna, sei pieno di città e di menzogna.
- A giochi fatti, allora temi la vita. Le città sono solo cerchi compressi e vuoti. Nel vuoto solo disperazione ed urla viste attraverso il bianco e la bella speranza di non poter più, e mai, e per sempre tornare.
- No, ci sono Vie, nelle città, di proporzioni esatte dove il canto si cela attraverso le ombre dei Vuoti, oltre i cortili la disperazione ed il deserto, ed ossa deposte come corone di fiori.
- Come ogni cosa degli uomini, niente di umano, solo misericordia e terrore sconfitto.
- Sei ragazzo ora, il tuo orologio è tornato per prendersi quello che rimaneva, è Ombra quella.
- Alza quell’uomo da terra, non vedi che dispera di uccidere quel poco che urla? Non senti? (continua)
A due miglia da Saxa Rubra squartarono agnelli e con le viscere segnarono il cerchio dell’accampamento. La prima porta di Roma era aperta e il tufo beveva sangue senza tregua. Sugli scudi “XP”. In sogno xpistos-Christos, e lì, pagani eserciti erano schierati. Un ragazzo non fece caso a quel giorno, era indifferente alle carni inchiodate ed al chiodo che entrava nel legno della croce. Neppure quando da adulto disse: “mio Dio liberami da questo peso” capì quale tragedia era: Roma, l’Oriente ed il dio sole. Si inchiodavano pagine false.