aeroporto

   nessuno conosce ulisse


lunedì, 31 dicembre 2007
 

Malacca

- Avevo visto che le viti stavano saltando. E sapevo che bisognava fare un rinforzo. Poi giorni dopo, (ti dico cosa facevo) battevo su con il piede, scarpa e tutto, e vedevo fino a che punto si muoveva la galloccia. Il ponte era sano, niente di niente, era solo che la ruggine aveva fatto il suo corso e la bitta s’era fatta strada per conto proprio e le viti d’acciaio erano state “mangiate” dalla corrente galvanica sempre alla stessa bitta, quella di poppa, dico quella dell’ormeggio di dritta.  E pensare che avevo speso un mucchio di soldi per gli zinchi, ma niente, la corrente si attacca sempre alle viti d’acciaio galvanizzato, per via dello zinco che ci mettono sopra. Quelle di inox costano il doppio e  a me non piacciono. Come un dente mollo con la cima si muoveva… La notte quando cambiava la marea, dico quando dormivo,  su e giù questa bitta era un campanellino e allora io, la notte,  uscivo da sotto coperta, mutande o nudo, e ci mettevo su l’olio per non far rumore.  Fu così che  trovai a poppa tre cinesi.

- E loro? – domando.

- Niente, li prendi così, ma ci metti le manette. E’ per la sicurezza, mica puoi fidarti, così si fa. Tutti così fanno.

 

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sabato, 29 dicembre 2007
 

La parte

Al congresso,  le ultime file mancano.

Che importa!

Il più è sfrondato. 

Il partito,

avrebbe preso seriamente,

e dato.

L’autoclave

è uscita dal giro.

Si tira  acqua dal pozzo

e si fa quel che si può.

Alla macina rimangono gli altri,

fanno largo tra i vicoli

bandiscono fuori campo.

Il partito è in accordo

comprare indulto e sacrestia,

in conto di mammona santissima.

(da: I quaderni dell'impostore)

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giovedì, 27 dicembre 2007
 

Ormeggio

 - Quando arrivammo l’acqua era liscia e trasparente,  io vedevo le ondine sulla prua, sempre più piccole per via della velocità, e buttammo l’ancòra e si vedeva l’ombra della barca sul fondo con gli alberi e tutto, pure la mia testa tra la tuga si vedeva. L’acqua era proprio bianca, liscia e trasparente e si sentiva l’eco, fu allora che mio padre mi chiese se avevo rubato i soldi dal portafogli.

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lunedì, 24 dicembre 2007
 

Albergo

 - Si Signora, come vuole signora.

- E’ per domani. Dico mattina presto. Prima che faccia giorno, voglio fare una sorpresa, ha capito?

- Una sorpresa, si ho capito.

- Mi raccomando, non faccia rumore.

- La metto davanti alla porta senza rumore.

- Bravo, e stia attento a non farsi scorgere, e auguri, auguri anche a lei.

 

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venerdì, 21 dicembre 2007
 

15-18

 - Era una mattina fredda, in terra c’erano pozzanghere e fango. Il plotone di esecuzione era in riga. Alzarono l’otturatore mentre i condannati uscivano dalla porta di ferro -e questo non si fa - ma avevano fretta, volevano fare presto. Un condannato si levò il cappotto e lo piegò per bene. Girava cercando un posto pulito, poi si scostò tanto da uscire dal perimetro, l’ufficiale non disse nulla e le guardie lo lasciarono fare.   Posò il cappotto su un muretto, ritornò e si mise in fila davanti al muro dove c’erano gli altri e subito partì la scarica.  L’ufficiale non ci riuscì,  non fece neppure a tempo a dare l’ordine.    

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giovedì, 20 dicembre 2007
 

Pozzolana come a castelli

 

L’impertinenza è un cane mal rammentato
un abbaio che non c’è stato,  uno sguardo

d’attesa.

Apro il cancello, e non è così, non abbaiavi mai.


Vado alla spianata di cemento e trovo tra serbatoi

Impronte. (Quando tutto era più fresco)

(da: I quaderni dell'impostore)

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mercoledì, 19 dicembre 2007
 

Oblio

La rastrelliera asciutta cerca clienti,

appoggiarsi sarebbe cortese.

Sparare cartucce da venti

È tardi. Ho il revolver, questo si.

Ma è in disuso, sono obbiettore.

 

Non uccido per diletto, è lì,

dimenticato.

Farnetico, come tutto qui, alla conta delle

cerimonie.

E’ questione di minuti.

(da:  I quaderni dell'impostore)

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martedì, 18 dicembre 2007
 

Mia nonna

Tutto è un sovrappiù,

un tappeto.

Forti di saper ramazzare con

poco.

 

So che Clementina è sopravvissuta

al forno a microonde.

Persino il satellite Bialetti è rimasto inevaso.

I chicchi, quelli rigorosamente brasiliani,

tostati con idraulica precisione.

I gattini di plastica, gentile omaggio dei

formaggini Mio (manco a dirlo miei) appiccicati

a mattonelle (poche, giusto per l’acquario).

Se si esclude l’elettrodomestico, (un Bosch

da duecento litri) altre conversazioni

non ci furono.

(da: I quaderni dell'impostore)

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lunedì, 17 dicembre 2007
 

Testuggine

Non è questa una corsa a Poste.

Arrivata la diligenza (stanca).

Interrotta l’ambascia (convenevoli).

Con due nell’anticamera: Forestieri.

E’ così!  - I soliti sobbalzi da basalto - .

(da: I quaderni dell'impostore)

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domenica, 16 dicembre 2007
 

Comfort

Nel primo cassetto a destra

In bagno, c’è il nécessaire.

Potrai adagiarti sul water

E con l’ausilio dello specchio

(ma non serve) tagliarti le unghie.

Limandole bene, dopo, t’accorgerai

Di altra cenere a terra, avanguardia

Di parole stimate e buttate nel precipizio,

in pasto alle solite chiacchiere.

La settimana enigmistica è sulla bilancia.

(da: I quaderni dell'impostore)

 

 

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