aeroporto

   nessuno conosce ulisse


domenica, 27 gennaio 2008
 

Un congresso: “da che parte va la letteratura?”

 - Il bronzo, il ferro, l'acciaio, l'alluminio, ora il titanio, sono tutti qui, sfrenati, assieme che mostrano a tutti noi i loro occhi. Se di indifferenza si parla, a cosa dobbiamo alludere? L'illusione  che ci sia un nuovo ordine sancito da regole "ferree" e' solo un pretesto per voler assieme, e non voglio escludere i presenti ad un comizio, posare sedimento. (Che tra l'altro a me sembrano proprio le armi di Achille.) Non voglio spezzare una lancia a favore o a sfavore (fortune letterarie sono state costruite sull'indecisione) della mitologia sognata e, ahi­me`, a volte patetica.... Sono sceso dall'aereo e sono salito su un elicottero; in poco tempo sono arrivato a Capri. Ho volato tra le nuvole, con il desiderio di pisciare, poi il fatto di sapere che avrei pisciato sopra l'Italia mi ha dato un non so che di u­forico.... Se questa e` la formula della letteratura, perche` og­gi e' questa la "letteratura," allora io preferisco non solo pi­sciare in un bagno pubblico, ma preferisco non leggere piu'. Si e` parlato e si parla di letteratura mondiale, nel seno delle comparate. Ma se non esiste identificazione nazionale, come (vi­sione tecnicistica e politica della letteratura) possiamo parlare di simbologie collettive? Mi chiedo, ma siamo homini Sapientes? - Si sedette, dopo il breve discorso, e silenziosamente si alzo` un altro.

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venerdì, 18 gennaio 2008
 

nuove strade

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giovedì, 17 gennaio 2008
 

Cobà

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In ogni villaggio una biblioteca, una scuola e dei campi sportivi.  (yucatan, Messico.)

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Madre e figli, (villaggio di Cobà)

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Padre e figlio.

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venerdì, 04 gennaio 2008
 

Malacca

 - E’ tutto un giro.

- Ah si! E cosa significa, un giro?- chiedo.

- Paghi e gli dici quello che fai, dai l’orario e paghi al capitano della motovedetta e poi vai vuoto. E se ti fermano li freghi perché sei vuoto.

- Paghi? - Chiedo.

- Dai venti dollari, dai venti dollari per persona. E fai movimento in banchina, così loro sanno che fai sul serio ma esci vuoto.

- Niente,  allora niente. -  dico.

- Si, vai più sicuro, tu vai e paghi al capitano della motovedetta, solo a lui.

- Beh!

- Se ti fermano in mare per un controllo e saltano sulla barca, sei pulito, capisci che non è aria,  se ti fanno passare allora va bene, niente rischi.

- Funziona?

- Si funziona, funziona, anzi se sei nuovo è meglio.

- E quanti ne porti?

- Io non supero le tre, quattro. Preferisco tre, se ti prendono puoi sempre cavartela dicendo che ti sono saltati su e tu non ti sei accorto.  

- E quanto, dico quanto?

- Centocinquanta, duecento dollari a cinese?

- Si. – Faccio, e mi siedo.  Lui:

- E’ un po’ come con i turisti, solo che qui fai del bene.

 

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mercoledì, 02 gennaio 2008
 

Panta Rei

L’orologio che esce dal fustino (detersivi)

Imita quello svizzero di marca

Scimmia l’autentico

Rimane in questa  ingenuità

 

Il tempo                                 

rende il falso

[mima]

 

Forse divago

(rimango ancora un poco)

Mi hai colpito quando a cena

appoggiati i gomiti sul tavolo hai

voluto, da amico, andartene.

E camminando per il porto

(neppure una luce c’era)

Ti vedevo scivolare

a pelo della banchina,

scrutando la parete verde.

(Le seppie erano in amore, e noi

ladri le prendevamo con il solo

bagliore d’una candela)

 

E nel buio una tua bestemmia,

ha azzerato ogni distanza

e per poco eravamo (presi a sorpresa)

caduti (o derubati)

o lì affacciati  

sull’orlo.

 

Ci portavamo casa dentro ed  

erano cinquemila miglia, diecimila leghe

e dicono che così, son buoni tutti.

(da: I quaderni dell'impostore)

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