aeroporto

   nessuno conosce ulisse


giovedì, 27 marzo 2008
 

Padre e figli

  Il protagonista e il primogenito, nella sala sotterranea, un ri­fugio nucleare che fungeva da cantina, presero a discutere. Ave­vano deciso di sistemare le provviste e di fare una sauna, che si trovava lì nell'interrato del condominio. Iniziarono parlando del piu` e del meno, come due conoscenti, cercando di eludere dal discorso che tutti e due ritenevano "penoso" poi, spogliandosi e facendosi la doccia prima di entrare nella cabina della sauna, trovarono difficoltoso inserire le monetine nell'apposito appa­recchio e, leggendo le istruzioni, si accorsero che l'erogazione della corrente per la sauna era solo a determinati orari. Così, dopo essersi fatti la doccia, decisero di riempire la vasca gran­de di acqua calda, intanto che entrasse in funzione la sauna, mancando mezz'ora all'erogazione della corrente. Seduti sulla panchina di teak, nudi sia il padre che il figlio, presero a di­scutere, ora di quel pretesto che riguardava la campagna, ora di situazioni che nessuno dei due aveva a cuore. Il protagonista seccato e un po` annoiato, immerso fino all'addome di acqua ec­cessivamente calda, prese a parlare in modo diretto, spiegandosi come era arrivato alle conclusioni di doversi separare dalla mo­glie. Fu un discorso brevissimo, che non includeva emozione.    Il figlio rimase in silenzio, poi domandandosi intimamente il perché di questa confessione intimista, prese un'aria insoffe­rente e a bruciapelo, come si suol dire, domandò al padre quali fossero le sue conclusioni. Il padre rimase un attimo in silen­zio, poi gli domando` quali fossero per lui le conseguenze. E per una buon quarto d'ora si rimproverarono a vicenda, fino a quando si senti` lo scatto secco dell'interruttore della sauna finlande­se che intanto era partita. Allora si alzarono grondando d'acqua ed entrarono nella sauna, versando sull'evaporatore dell'essenza al pino.

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sabato, 22 marzo 2008
 

A "caccia" di caratteri, appunti e scherzi.

Questa, la ragione

che ti facea spavaldo:

nel sogno, l’incanto di tempo,

come i feaci,  gente narrata,

sulle coste, ombre di lecci e pini

e ancora a valle indietro col tempo,

fino a canti e digiuni disguidi

indietro, fino in ginocchio

come una palla all’ombra del moto,

remi l’ignoto e come rapace

aguzzi l’ingegno e misuri

a palmi e sempre respiri.

(da: i quaderni dell'impostore) 

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sabato, 08 marzo 2008
 

La nipote e la protagonista

   La protagonista arrivata a st. Moritz trovo` in casa la nipote che seduta davanti alla finestra con i ferri da maglia, contava i punti. Voltandosi verso l'uscio, era una casa a due piani con una grande vetrata verso il lago dal tetto fino al pavimento, vide la zia, e vedendola si alzo` per tirare le tende. Le stese per meta`e si avvicino` per aiutarla. Due valige erano oltre la so­glia, una era gia` dentro nello stretto corridoio dove una scala portava al piano di sopra. Ancora con il soprabito, la zia si re­co` subito al bagno, poco dopo usci` e trovo` ancora la nipote seduta e intenta a lavorare a maglia. Guardandola disse:

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