aeroporto

   nessuno conosce ulisse


sabato, 26 aprile 2008
 

Una prefazione

 In questo romanzo, ed in special modo nelle prime pagine lascio il lettore solo, nel senso che non solo non do informazioni sui personaggi ma ometto tutto ciò che potrebbe rassicurarlo. Sono enfatico e teatrale nei dialoghi tanto da disorientare chi legge, per contro sono “nevroticamente” presente in alcune rappresentazioni.

E’ un romanzo sull’inquietudine, sulla nevrosi, e sulla falsità. I personaggi alcuni patetici, altri insopportabili, altri meschini, sono la rappresentazione di una società così tanto sopravvalutata, malata, priva di quella minima moralità che è l’a,b,c, della civiltà. 

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mercoledì, 16 aprile 2008
 

Una moglie

 La moglie del figlio del protagonista, pur essendo una conta­dina, piu` giovane del marito di dieci anni, aveva la licenza li­ceale, e da quando aveva quattordici anni, nel pomeriggio, lavo­rava nella tenuta. Il figlio del protagonista, non aveva badato a lei, fino a quando, un giorno la vide molto presto frugare in uf­ficio.

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sabato, 12 aprile 2008
 

L’idea fissa (notturno) Valéry, Flaubert chi sa?

Pare che -bisogna- essere puntuali. Dico solo che scandire e scrivere negli spazi, non è roba per me.

 

Non invado le corsie altrui. Sono poco adatto all’ideologia del commissario, alla precisione (dilettante) del giornale. Il rapporto sulla situazione mi annoia,   la mera psicologia del personaggio è, se pur voce, una farsa da adolescente. Che ognuno si dipinga pure; in fondo, è affar vostro, ciò che non comprendo è il coro.

 

E qui si apre la commedia, inizia l’incantesimo dei mille personaggi. Tenere a freno il “vulcano” ha mille modi d’esposizione, ma tutti sono uguali nella stessa misura. Che le immagini se ne ritornino pure da dove son venute. 

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