aeroporto

   nessuno conosce ulisse


venerdì, 23 maggio 2008
 

Di ritorno (samkhya)

Al coperchio, che si adorna di nuove prese

grafite o legni duri  (invero si fa anch’esso

antiaderente) rimane come canterino tra le luci, 

scivola plastico e pare d’umore

e così e di fretta il

tuo avvicinarti al fuoco.

E per un di più, seccata gli parli, concludi.

 

Nulla, si ritorna all’ a capo pubblico rigore

Dall’immensurabile al metro.

 

(da: i quaderni dell’impostore)

 

postato da aeroporto | 18:59 | commenti (6)


sabato, 17 maggio 2008
 

Tra i due fiumi

L’ipotesi si fa lunga

La mezzana fatica a stare dietro

E dal groviglio di cime neppure un bando

una urla amica.

Per il poco vento le verticali si fanno

incerte

e al rullo, visivo non acustico, (in via

del silenzio imposto, coprifuoco autorale)

piove preghiera, meditazione nell’arcano:

sempre un gregge, un deserto, un caro monte

in disuso (qui) il maiale.

Steppe, deserti; tradizione vuole

che le zampe corte siano di palude

Lacustri mesopotamie

Salto da muflone da capra

 

(da: i quaderni dell’impostore)

postato da aeroporto | 09:06 | commenti (1)