aeroporto

   nessuno conosce ulisse


mercoledì, 29 ottobre 2008
 

Luna Park

Si andava sulla luna con missile,

navicella e stadi si facevano in tre.

Abbassato l’entusiasmo sono rimaste

le rampe di lancio, l’alta tecnologia

(pure la bassa) e le missioni.

 

La luna neppure ci ha fatto caso,

è quella che è:

un’attrazione  turistica.

 

Dobbiamo farne conto: dieci nove

otto sette

forse non importa neppure

il fatto che dovremo fingerci ancora.

 

 

(da: I quaderni dell’impostore)

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venerdì, 24 ottobre 2008
 

Perché un uomo deve non far nulla

 

Ho avuto molte donne, ho sognato di avere molte donne. Ho avuto una donna piccola thai. Pure un'altra stava nello stesso letto. Era bello svegliarsi, due donne nello stesso letto. I barattoli scatolette alimentari e c’eravamo inventati coperchi. La mattina facevo il bagno e loro pulivano la capanna. La barca, un catamarano che mi ero fatto costruire scivolava. Sognavo vele nuove. Ho comprato la macchina per cucire e tutto il villaggio è corso a vestirsi. Abbiamo fatto con le stoffe fatte venire dalla Cina vestiti per tutta la scuola.

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lunedì, 20 ottobre 2008
 

Un personaggio

 

Girato con i piedi verso la terra, e le spalle rivolte alla ca­sa, guardando verso l'albero d'ulivo, contemplando il silenzio, ora meditava la confusa ilarita' che, montata con lo stato d'in­quietudine, si era lasciata andare dalla felicità del parlare. La voce, l'intensità del suono, seguiva un moto ascendente e discen­dente; l'ascesa erano le figure retoriche dell'estraneita', dell'accusa, del sottointeso; la discesa il personale, il proprio io narrante; come egli volesse legare nel suo modo di parlare, l'altro "sè", l'irrazionale. E ora contemplando il silenzio, sen­tendo il vento frusciare tra i rami, il canto degli uccelli in lontananza e alcune voci sopraggiungere da estranei, il pittore capì che dentro sé s'era frantumato qualcosa, capiva, non solo l'evidenza del modo ridicolo di esporre un proprio dissenso, ma si rendeva pur conto  che il moto di ribellione aveva così crea­to un'immagine pittorica.

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sabato, 18 ottobre 2008
 

Immagine 2222
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lunedì, 13 ottobre 2008
 

Sabaudia

Immagine 2073 

 La voce era conosciuta e il pronto che senti` ansioso lo inner­vosì e mentre egli pensava ancora per immagini sentiva una donna chiedere qualcosa, ma distratto non riusciva a capire di cosa si trattasse. Sul tavolo, davanti alla vetrata che dava sul mare, lascio` il fiore di buganvillea sgualcito.

La voce al telefono diceva:

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giovedì, 09 ottobre 2008
 

Narrare

 

-          Le piaceva che dicessi quelle cose. E io gliele dicevo all’orecchio, piano, mentre ero sopra di lei, e lei allora iniziava a gemere e andava. Beh! sembrava proprio che era nella storia. E allora iniziava a muoversi e gemeva, e io dicevo di stare ferma se no usciva. E poi con la voce le dicevo di tutte le cose oscene che le “facevano” e a lei piaceva questo.  E lei voleva sempre la stessa storia, quella dello stupro, ma io mi seccavo a raccontar sempre la stessa storia e lei una volta mi disse: “allora fammele quelle cose, fammele.”

 

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domenica, 05 ottobre 2008
 

Primo tempo

 Macrobius,_climatic_zones[1]

L’idiozia che si alza e cammina (ne ho viste di scene).

Ho visto  tante isteriche e troppe furbe

che si spacciano per poeti.

Hanno dalla loro la voce ma questa prima o poi sparisce.

Basta dirti questo. Basta capire il ritornello.

Ti alzi e ti asciughi.  I capelli fumano da vecchia.

Sei vecchia ormai e nulla puoi contro il tempo.

Il ritornello è diventato patetico e ridono di te.

Il ritornello ride di te, la morte che viene e che và.

Lei è sempre fresca e profumata. Ma questo non c’entra nulla con te.

A tre passi savi o a tre minuti savi. O questa follia che ha nome

e giorno di nome ha avuto il suo passo.

Non importa se quaranta o cinquanta o sessanta.

Importa se hai amore da dare. Troppe madri si nascondono

con giudizi da senza sesso. Linciano quello che desiderano

e muoiono senza altro che pochi nomi. Hanno in terra

la borsa, dimenticano tutto il resto.

 

“Caro, prendimi un sorso d’acqua alla fonte, in quella fonte” [infante-pedante specifico].

 

Ci sono troppe porte per quella fonte. Troppe stanze,

troppi rumori nuovi dietro la porta.

L’idiozia che si alza e cammina.

Io ne ho viste di scene.

E dicono che esistono migliori capriole

di questi quattro nuovi personaggi.

Caratteri che  in fondo alla bussola (con  ago

cuci e ricama)…. In fondo?

Ma che significa in fondo?

 

Temo che la signora scambi un cotechino

per una zampa. Bella fine per una fine

 

e cita e recita (me ne dispiace)

 

“Il filosofo interdisciplinare

è quel tale che ama se vautrer

(vuol dire stravaccarsi) nel più fetido

lerciume consumistico. E il peggio è

che lo fa con suprema voluttà

e ovviamente dall’alto di una cattedra

già da lui disprezzata.

                                      Non s’era visto mai

che un naufrago incapace di nuotare

delirasse di gioia mentre la nave

colava a picco. Ma non c’è pericolo

per gli uomini pneumatici e lui lo sa.”*

 

Ma il figlio sa d’essere  l’artefice?

Quale personaggio ai bordi, quale figlio?

Quale epoca?

 

Il drammaturgo sale e scende le scale.

 

 

* Senza pericolo: Montale

 

(da: I quaderni dell’impostore)

 

 

 

 

 

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giovedì, 02 ottobre 2008
 

Questionario

 

Dovrei chiedere a qualche spirito (di questi)

di intercedere. C’è un ampia letteratura lo so.

Ho il fondato timore che i miei traslochi

obbligati e/o pacifici sono da imputare

a qualche disegno di precisione con

after shave  e tanto di schiaffetto.

 

 

A Satrico la nuova inquilina S. M. Goretti

è accorta a non ingarbugliarsi

con  la mater del mattino, mater matuta.

Con qualche disguido burocratico

(duemila anni) è a pochi passi.

Se li conto  sono  tredici.

 

 

(da: I quaderni dell’impostore)

 

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