La Pivano la incontrai a casa sua a Roma, a Trastevere. La casa era vicino al carcere di Rebibbia era proprio vicino al carcere. Quando entrai trovai un grosso e fresco portone poi un grande giardino interno. Mi presentai con un mazzo di fiori, mi faceva piacere conosce la traduttrice di Hem. Mi ero promesso di non chiederle niente in proposito. Mi aveva invitato lei, per certi racconti che avevo scritto e che erano pieni di niente ed erano dialoghi, fatti bene, ma non erano niente. Mi ricordo la sua voce al telefono quando mi chiese di venire da lei a Roma, gentile ma al contempo determinata, quasi dura.