aeroporto

   nessuno conosce ulisse


domenica, 26 aprile 2009
 

(Isole.) Un personaggio

 Su quelli che dicono dei Simboli. Su quelli che pensano di sapere sui simboli ma non sanno condividerne il significato. Perché questi non sanno e credono di più a quello che non sanno.

 Perché questi pensano superstiziosi e credono che dalla loro c’è la ragione, ma questa invece è proprio la superstizione. E’ così ora dirò solo di una cosa e parlerò solo di un simbolo, e dirò come questo è,  farò in modo d’essere chiaro ma senza parlare dell’Uomo è perché questo tiene stretto a se il segreto: Perché questo duri nel tempo fino alla fine della nostra specie senza esserne alterato ed è per questo, e  c’è  bisogno.

Come uno sa e si è costruito l’idea del tempo e come questo possa essere datato e credere che sia già datato come periodo nella nostra suggestione, io dico che come i cerchi sono da ampi e grandi e infinitamente incalcolabili così c’è ne sono di piccoli e così piccoli da non poterli anch’essi calcolare. Se quello che dico è un buon materiale per un racconto, questo che dirò è un buon ricordo da serbare e portarsi dietro. Se la storia dei cerchi è la storia delle dimensioni fuori di noi, è bene ricordare che questo noi lo possiamo  “fare”. Ed è con la mano che sappiamo che si può fare. Ed è questa che dapprima avanza e  torna indietro. Se quello che ho detto è sempre un gioco ed è solo quello che sul tavolo tu lo puoi così contare, dividilo per due avrai come a gioco la terra ed il cielo.  Uno è così il cielo, due è così la terra, il cielo tre la terra quattro, il cielo cinque la terra sei, il cielo sette la terra otto, il cielo nove la terra dieci*. E benché io sono una persona, e questa è tutta conclusa in una persona con l’errore e la forza del passato che conduce all’errore Io sono anche la negazione dell’errore e questo lo vedo e lo sento fuori da me perché abbandono la forza e rimango fermo. Come un fiume che va verso il mare da destra a sinistra, lo stesso fiume percorrere la strada  da sinistra a destra senza contraddizione, questo ti farà comprendere la tua vita: hai compreso il senso del moto. Cosi ora dirò come Ermete Trismegisto: È vero senza menzogna, certo e verissimo.

Ciò che è in basso è come ciò che è in alto e ciò che è in alto è come ciò che è in basso per fare i miracoli della cosa una. E poiché tutte le cose sono e provengono da una, per la mediazione di una, così tutte le cose sono nate da questa cosa unica mediante adattamento. Il Sole è suo padre, la Luna è sua madre, il Vento l'ha portata nel suo grembo, la Terra è la sua nutrice. Il padre di tutto, il fine di tutto il mondo è qui. La sua forza o potenza è intera se essa è convertita in terra. Separerai la Terra dal Fuoco, il sottile dallo spesso dolcemente e con grande industria. Sale dalla Terra al Cielo e nuovamente discende in Terra e riceve la forza delle cose superiori e inferiori. Con questo mezzo avrai la gloria di tutto il mondo e per mezzo di ciò l'oscurità fuggirà da te. È la forza forte di ogni forza: perché vincerà ogni cosa sottile e penetrerà ogni cosa solida. Così è stato creato il mondo. Da ciò saranno e deriveranno meravigliosi adattamenti, il cui metodo è qui. È perciò che sono stato chiamato Ermete Trimigisto avendo le tre parti della filosofia di tutto il mondo.

Ciò che ho detto dell'operazione del Sole è compiuto e terminato.”

 

* I CHING (lo Shu)  quadrato “magico”

Lo Shu che significa “lo scritto del fiume Lo”. Secondo la leggenda fu copiato dall’imperatore cinese Yu dal disegno che vide sul dorso di una tartaruga sacra trovata nel Lo, un affluente del Fiume Giallo. Per gli antichi Cinesi il Lo Shu era molto di più che un esercizio di aritmetica. Era un simbolo potentissimo di cui si diceva: "E' questo ciò che compie le alterazioni e le trasformazioni e mette in moto demoni e dèi".

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